·Diagnosi, stigma o ipotesi di lavoro?

Fare diagnosi, in medicina, è trovare ed individuare una dinamica specifica e precisa tra causa e sintomi come effetto di tale causa. 

Fare diagnosi, in psichiatria o in neuropsichiatria o anche in psicologia clinica, è molto diverso dal fare diagnosi in medicina. La causalità psichica risponde ad altre logiche che non hanno nulla a che vedere tra i sintomi e le loro cause organiche. Le diagnosi, nel mondo psi, hanno a che fare con la descrizione fenomenologica del comportamento di un soggetto. Sarebbe proprio questo fatto a determina il rischio di trasformare una diagnosi in uno stigma vero e proprio. Là dove il rapporto causa-effetto non è chiaro, non è possibile trattare tale diagnosi come dato di verità che fotografa una situazione che non potrà evolversi. Si tratta allora di valorizzare e mettersi alò lavoro non con una diagnosi ma con una ipotesi descrittiva della situazione attuale. Da sempre gli psichiatri, sensibili alla questione, sostengono che fare diagnosi in psichiatria significa condannare il paziente a rimanere tale. Usare la diagnosi psi, però, solo come ipotesi, riorganizza completamente il processo di cura e lo può fare diventare una buona occasione per costruire un incontro ed un percorso possibile di "nascita simbolica” del soggetto stesso.

·Argomenti e obiettivi

-Riconoscere gli elementi della clinica differenziale (o diagnosi strutturale)

-Verificare il sapere dei familiari per accogliere le angosce soggettive;

-Valutare gli effetti degli interventi degli operatori rispetto alla pacificazione possibile del bambino/adolescente grave e al riconoscimento/accettazione dei risultati del lavoro nella struttura residenziale da parte dei genitori;

·Strategie ed azioni

Dalla diagnosi fenomenologica dei DSM alla diagnosi strutturale (Freud e Lacan) con Presentazione e discussione di Casi Clinici.

Bibliografia

§Libri

1.Bruno De Halleux e Virginio Baio (a cura di), "Qualcosa da dire” al bambino autistico, ed. Borla, 2011;

2.Giuseppe O. Pozzi, Il soggetto dell'inconscio e la cura. Autismo e psicosi nell'incontro quotidiano con il reale, Franco Angeli, 2015;

3.Antonio di Ciaccia, La Clinica psicoanalitica, in "La Psicoanalisi - La terza di Lacan, n. 12, Astrolabio pagg.:

4.Antonio di Ciaccia, Nevrosi e psicosi, in "La Psicoanalisi”, Astrolabio, n. 6, 1989, pagg.: 142-150;

5.Antonio di Ciaccia, Pedagogia e psicoanalisi, Dispensa per studenti (a cura di) Giuseppe O. Pozzi - http://www.artelier.org/testi-di-di-ciaccia-proposti-da-giuseppe-pozzi/ ;

6.Antonio di Ciaccia, La questione del borderline, Dispensa per studenti (a cura di) Giuseppe O. Pozzi - http://www.artelier.org/testi-di-di-ciaccia-proposti-da-giuseppe-pozzi/ ;

7.Jean-Lous Gault, Il sintomo, il corpo e il suo enigma, dispensa a cura di Giuseppe O. Pozzi;

8.Jacques-Alain Miller, ScilicetLe psicosi ordinarie e le altre, Alpes Italia, 2018;

9.Jacques-Alain Miller, Gli insegnamenti della presentazione del malato, in "La Conversazione di Arcachon. Casi rari: Gli inclassificabili della clinica”, Astrolabio, pagg.: 229-242;

10.Nino Dazzi, Vittorio Lingiardi, Francesco Gazzillo, La Diagnosi in Psicologia Clinica, Raffaello Cortina, Milano, 2009. 

§Film

A' ciel ouvert (cine-documentario), regia di Mariana Otero, Archipel 33, 2013